1980-1987

Con Massimo Cacciari durante la preparazione del Prometeo, Venezia, 1984

Nel 1980 partecipa alla Norwegian International Print Biennale Fredrickstad di Fredrikstad, e alla 8th International Poster Biennale di Varsavia.
Viene invitato inoltre dall’università Unam a Città del Messico a realizzare una mostra antologica di opere grafiche e a tenere una serie di lectures sul suo lavoro. Approfitta dell’occasione per intraprendere un viaggio di studio in Messico.

Nel 1981 realizza la prima grande mostra antologica in Germania di soli disegni giovanili: “Das zeichnerische Frühwerk 1935/1950”, al Museo Schloss Morsbroich di Leverkusen.
Segue una mostra antologica, con nuove installazioni dei Plurimi, “Vedova – Compresenze 1946/81”, curata da Giulio Carlo Argan e Maurizio Calvesi nella Repubblica di San Marino.
Nello stesso anno inaugura una mostra personale allo Stedelijk van Abbemuseum di Eindhoven, curata da Rudi Fuchs, “Vedova – Anni Sessanta/Ottanta”, dove espone anche i Plurimi di Berlino.
Partecipa a Documenta 7 con cinque grandi teleri, scelti da Rudi Fuchs e Johannes Gachnang, e alla XL Biennale Internazionale d’Arte di Venezia con i cicli Emerging e Compresenze (opere degli anni ottanta) e con il plurimo Omaggio a Dada-Berlin ’65.

Germano Celant cura una mostra antologica al Museo Correr, nell’Ala Napoleonica e ai Magazzini del Sale, a Venezia: “Vedova 1935/84”, dove vengono installati quadri, sculture e disegni, nuove installazioni e film in continuum su Spazio/Plurimo/Luce (dell’Expo del 1967).

Dall’autunno 1983 comincia a collaborare con Massimo Cacciari e Luigi Nono sul suo possibile lavoro per l’opera Prometeo di Nono. L’opera viene messa in scena in prima mondiale nella chiesa di San Lorenzo, a Venezia, il 25 settembre 1984: direttore d’orchestra Claudio Abbado, testi di Massimo Cacciari e interventi/luce di Vedova, struttura lignea di Renzo Piano.
Nel 1985 inizia il lavoro ai Dischi, ai Tondi e agli Oltre.

Viene invitato a partecipare a “Italia aperta”, prima mostra nei nuovi ambienti della Fondazione Caja de Pensiones a Madrid, curata da Maria Corral: realizza il ciclo Non a caso, cinque grandi dischi bifrontali su legno sospesi. Inizia poi un altro ciclo di dischi Non dove, 1985-1988, per lo spazio permanente al Centro Arte, Villa Celle, Santomato (Pistoia).
Nel 1986 si tiene una sua antologica, poi itinerante, alla Staatsgemäldesammlungen Galerie Moderner Kunst, a Monaco, curata da Carla Schulz-Hoffmann.
Alla XLII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia partecipa con due Dischi, parte del ciclo Non dove – II, 1986, nella sezione “Arte e scienza: spazio”, curata da Maurizio Calvesi. Segue la mostra personale “Vedova Malerei”, che prevedeva l’installazione dei teleri Oltre, e una nuova installazione di dischi Non a caso, del 1985; espone inoltre alla XI Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma del 1986, alla X Exposition internationale de dessins originaux di Rijeka e alla 14ma Biennale Internazionale del Bronzetto Piccola Scultura di Padova nel 1987.
Aurora Garcia e Massimo Cacciari curano un’altra mostra personale a Vienna, al Museum Wiener Secession-Palais Olbrich.
Nel 1987 espone inoltre alla Triennale Europea dell’Incisione di Grado.
Inizia il lavoro per il grande ciclo di opere … in continuum, compenetrazioni-traslati (1987/88).