Vedova in tondo

Allestimento della mostra "Vedova in tondo”, Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia, 2014. Ph Vittorio Pavan, Venezia

17 maggio - 2 novembre 2014


Il video della mostra


La mostra presenta al pubblico un ciclo di opere fortemente significativo nel complesso percorso artistico del Maestro veneziano, quello dei DischiTondi e Oltre del 1985/1987 e una scelta di grandi teleri, molti dei quali inediti, del 1981/1985.
Emilio Vedova, verso la fine del 1984, iniziò un periodo di ricerca di grande intensità provocato dalla figura del cerchio che lo tenne impegnato per alcuni anni fino al 1987 in una sorta di sfida verso questa figura sacrale e contrapposta alla sua visione di artista di un universo lacerato, asimmetrico e in transito.
La mostra è costituita da due sezioni di opere: una fissa a parete e a pavimento che dialoga con l’altra composta da tre serie di dipinti movimentate dalle navette robotizzate. La prima comprende il Disco Non Dove ‘86 I (23-1-86), grande dipinto su legno bifrontale e installato a terra, che indica nella data a lato del titolo il giorno della morte di Joseph Beuys e fu realizzato da Vedova proprio subito dopo avere appreso la triste notizia della scomparsa di un artista da lui molto stimato. Nella grande parete quattrocentesca del Magazzino del Sale sono installati cinque grandi Tondi del 1985-87, opere dipinte su tela e su un solo verso. La seconda sezione è composta da tre serie di opere in movimento che comprendono una selezione di Oltre e di grandi teleri degli anni Ottanta. Gli Oltre, tondi inseriti in un quadrato, si può dire completano il problema cerchio e la potente operazione vedoviana di rottura, di lacerazione di “frontiere” verso quelle che Vedova definiva “...spinte di debordamento – incontinenze di perimetri...”.
I grandi teleri 1981/1984 precedono e preparano il fondamentale appuntamento vedoviano con il cerchio, dai Compresenze ai Di Umano.
Con questo progetto espositivo la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova vuole nuovamente sottolineare la vocazione sperimentale dell’opera di Emilio Vedova che nella sua lunga e prolifica avventura artistica ha saputo attraversare con grande energia discipline le più diverse tra loro, chiamato da un incontenibile e divorante spirito di ricerca.
Emilio Vedova era perfettamente a conoscenza di quanto Renzo Piano aveva progettato per la sua Fondazione ma non ha avuto il tempo di vedere realizzata quella “macchina” che spinge in movimento le sue opere, il movimento... vedoviano, dinamico ed emozionante che VEDOVA IN TONDO aziona nuovamente nel Magazzino del Sale.
Anche questa occasione rappresenta, per l’opera di Emilio Vedova, motivo di confronto: per la prima volta nella sua storia la Fondazione ha voluto stimolare un contatto diretto con la musica, rievocando la particolare attenzione con la quale Emilio Vedova si è spesso rivolto verso questa disciplina artistica che alimentava significativi riscontri con la sua stessa opera testimoniati da alcuni appuntamenti di grande rilevanza internazionale.
Il 16 maggio, in un momento unico e irripetibile, il compositore e pianista Stefano Bollani ha aperto l’esposizione con alcune improvvisazioni musicali ispirate dai grandi dipinti vedoviani installati nello spazio al Magazzino del Sale. Il video della serata è riproposto al Magazzino per l’intera durata della mostra. 

Orari di movimentazione
La movimentazione di tre serie di opere di Emilio Vedova avrà inizio alle ore 10.40 / 12.10 / 13.40 / 15.10 / 16.40