Emilio Vedova al lavoro all’"Absurdes Berliner Tagebuch Plurimo 5", Berlino, 1964. Ph Elizabeth Pfefferkorn, Berlino

1964

Dalla fine del 1963 alla metà del 1965 Vedova lavora a Berlino, ospite della Ford Foundation per il programma "Artist in residence", si dedica al lavoro dei plurimi, nel grande atelier che fu di Arno Breker. Hans Scharoun e Hannah Hoch si recheranno nel suo studio, oltre ad André Masson, Alfred H. Andersch, Hans Heinz Stuckenschmidt e ancora Jiri Kotalik.
I plurimi del ciclo Absurdes Berliner Tagebuch realizzati a Berlino verranno esposti per la prima volta a Kassel, durante “documenta III”, diretta da A. Bode e W. Haftmann. In questa occasione è l'unico artista italiano, oltre a Giorgio Morandi, ad essere invitato ad esporre alla “Mostra Internazionale Disegno Contemporaneo”, dove presenta alcune “architetture veneziane” del 1936 e alcuni studi per i Plurimi (1961-1964). Nello stesso anno partecipa alla XXXII Biennale Internazionale d'Arte di Venezia.