Emilio Vedova al lavoro ai "Monotipi", workshop Garner Tullis, Santa Barbara, 1989. Ph Richard Tullis, New York

1990

Nel 1990 a Vienna, nell'Istituto Italiano di Cultura (poi al Muzeum Sztuki di Lodz, Polonia), sempre Oberhuber cura una mostra antologica "Emilio Vedova-Graphik 1958/1990", dove Emilio Vedova installa anche lito-plurime e cartelle di litografie e acqueforti.
Viene invitato alla XLIV Esposizione Biennale Internazionale d’Arte coi sette Plurimi dell'Absurdes Berliner Tagebuch. Nella mostra internazionale "Ambiente Berlin", Vedova dedica la nuova installazione all'amico Luigi Nono, appena scomparso; la mostra viene ripresentata a Budapest, museo Mücsarnok.
Dopo il settembre 1989, torna in America, invitato da Garner Tullis a realizzare monotipi nel suo laboratorio a Santa Barbara, California; nel 1990 sempre Garner Tullis gli propone di trascorrere un mese al Garner Tullis Workshop di New York, periodo durante il quale realizza nuovi cicli di grandi monotipi, con sue inedite invenzioni tecniche. Successivamente si reca nel North Carolina, a Spruce-Pine, invitato negli Harvey Littleton's Studios per realizzare sperimentazioni/incisioni su vetro; realizzerà più di quaranta edizioni di "vetrografie", anche di grandi dimensioni, usando una tecnica inedita di sua invenzione.
Segue la rassegna "Vedova – ‘Plurimi binari’ 1977/78, ciclo Lacerazione ii'', mostra personale all'Istituto Italiano di Cultura di Vienna, organizzata da Claudio Abbado nell'ambito di Wien Modern '90, dedicata a Luigi Nono.
Invitato da Germano Celant e da Maria Corral alla mostra "Memoria del futuro - Arte Italiano desde las primeras vanguardias a la postguerra ", al Museo Nacional - Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, Vedova partecipa con dieci quadri del periodo 1946-1962 e due Plurimi dell'Absurdes Berliner Tagebuch.